Lo sproloquio del fetente

Stamattina mi sono svegliato e, come ogni giorno, ho aperto la casella mail della rivista. Oltre a un paio di racconti brevi, una richiesta di informazioni e un invito alla presentazione di un libro, c’era una mail senza oggetto, inviatami da un indirizzo che ho trovato quantomeno insolito e che non scriverò per mantenere la privacy del mittente. Continua a leggere

La prima volta

I.

Quando Emma mi scrisse che a cena ci sarebbe stato anche La-Roy, corsi in camera da letto, spalancai l’anta e mi specchiai. I jeans mi slargavano i fianchi, la camicetta mi faceva la pancia. Ero tonica solo nello specchio della palestra. Mi spogliai e gettai le cose sul parquet. Frugai nell’armadio: avrei indossato un’altra camicia, meno aderente, i pantaloni neri, i tacchi.

– Ci sei? ‒  chiese mia figlia Olivia.

– Un attimo – bofonchiai mentre infilavo i pantaloni.

– Jack mi ha scritto che sono qui sotto – Giacomo era l’altro figlio di Emma, in classe con Olivia. Continua a leggere